L’ANAC: AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE

L’Autorità nazionale anticorruzione, (ANAC), è un’autorità amministrativa indipendente italiana che si occupa di prevenzione della corruzione all’interno delle amministrazioni pubbliche e nelle società partecipate e controllate.

La sua attuale configurazione nasce dalla trasformazione del CIVIT, Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, istituita dal Governo Berlusconi IV nel 2009 (art. 13 del D.Lgs. n. 150/2009), entrata in funzione nel 2010 e identificata come autorità nazionale competente a coordinare l’attività di contrasto della corruzione nella pubblica amministrazione con la c.d. legge anticorruzione (art. 1 della L. 6 novembre 2012 n. 190). Tale commissione, rinominata nel 2013 dal Governo Monti, che la ribattezza, potenziandone i poteri, in Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza nelle amministrazioni pubbliche, aveva inizialmente il compito di dirigere, organizzare e vigilare l’esercizio indipendente delle funzioni di misurazione e valutazione della performance organizzativa e individuale dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni. Compito al quale si affiancava anche quello di assicurare la trasparenza totale delle amministrazioni in tutti gli aspetti gestionali e la determinazione degli standard dei servizi pubblici.

È solo con il Governo Renzi (D.L. n. 90/2014, convertito dalla L. n. 114/2014) che le strutture e il personale dell’ Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza nelle amministrazioni pubbliche confluiscono nell’Autorità nazionale anticorruzione(ANAC). Con il d.l. n. 90/2014 vengono dunque ridisegnate la fisionomia organizzativa e funzionale dell’Autorità: vengono trasferite all’ANAC tutte le funzioni e le mansioni dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (AVCP), istituita dall’articolo 4 della legge 11 febbraio 1994, n. 109. Quest’ultima Autorità, contestualmente soppressa, lascia in eredità all’ANAC i compiti di vigilanza sugli appalti di lavori, forniture e servizi, compresi i settori speciali e quelli d’interesse regionale, così come vengono assegnate all’ANAC le competenze in materia di trasparenza e anticorruzione precedentemente di pertinenza del Dipartimento della funzione pubblica. A quest’ultimo sono state invece demandate le attribuzioni originarie in materia di misurazione e valutazione della performance, prima gestite dall’ANAC. In attuazione del D.L. 90/2014 (art. 19, co. 10) tali funzioni sono state riordinate con il regolamento adottato con D.P.R. 9 maggio 2016, n. 105. Le funzioni in materia di contratti pubblici sono state successivamente ridefinite dal nuovo Codice dei contratti pubblici (art. 213, D.Lgs. n. 50/2016).

Alla luce di quanto detto fin qui, la missione istituzionale dell’ANAC è individuata dunque nella prevenzione della corruzione nell’ambito delle amministrazioni pubbliche, nelle società partecipate e controllate anche mediante l’attuazione della trasparenza in tutti gli aspetti gestionali, nonché mediante l’attività di vigilanza nell’ambito dei contratti pubblici, degli incarichi e comunque in ogni settore della pubblica amministrazione che potenzialmente possa sviluppare fenomeni corruttivi, evitando nel contempo di aggravare i procedimenti con ricadute negative sui cittadini e sulle imprese, orientando i comportamenti e le attività degli impiegati pubblici, con interventi in sede consultiva e di regolazione , nonché mediante attività conoscitiva.

La chiave dell’attività della nuova ANAC, nella visione attualmente espressa è quella di vigilare per prevenire la corruzione creando una rete di collaborazione nell’ambito delle amministrazioni pubbliche e al contempo aumentare l’efficienza nell’utilizzo delle risorse, riducendo i controlli formali, che comportano tra l’altro appesantimenti procedurali e di fatto aumentano i costi della pubblica amministrazione senza creare valore per i cittadini e per le imprese.

L’ articolo 5 del D.L. 101/2013 ha modificato inoltre la composizione dell’Autorità in funzione delle nuove attribuzioni di funzione in materia di anticorruzione:

  • Il numero dei componenti è passato da 3 a 5, mentre uguale rimane la durata del mandato (6 anni). È stato introdotto altresì il divieto di rinnovo dell’incarico per tutti i componenti;
  • Sono stati modificati i criteri di nomina: sia il Presidente che gli altri componenti della Autorità sono selezionati in quanto esperti di notoria indipendenza e comprovata esperienza in materia di contrasto alla corruzione (non più di servizi pubblici), oltre che nei settori di management, misurazione della performance, nonché di gestione e valutazione del personale; il potere di proposta per la nomina con d.P.R. dei componenti viene differenziato, in quanto spetta al solo Ministro per la pubblica amministrazione per il Presidente, mentre per gli altri componenti è richiesto il concerto con il Ministro dell’interno.
  • In funzione della sua missione istituzionale, la struttura generale dell’ANAC è stata suddivisa in quattro ambiti strategici: indirizzo e programmazione (Presidenza); supporto alla missione istituzionale pianificazione e controllo (Segretario generale); vigilanza; regolazione.
  • Nel 2015 viene istituita l’ Unità Operativa Speciale per Expo 2015, ai sensi dell’art. 30 del D.L. n. 90/2014 (cd. riforma Madia), a garanzia della correttezza e trasparenza delle procedure connesse alla realizzazione del grande evento espositivo. Oggi, questa è divenuta l’Unità Operativa Speciale (UOS) ed è il presidio di legalità, composto prevalentemente da militari della Guardia di Finanza, che supporta il Presidente nelle sue funzioni di alta sorveglianza nel comparto degli appalti pubblici.

Dalla Relazione annuale dell’Autorità nazionale anticorruzione di quest’anno, presentata il 2 luglio 2020, emerge che “le organizzazioni criminali ricorrono sempre più spesso a sistemi corruttivi approfittando anche delle situazioni emergenziali come quella in corso, con effetti devastanti sul sistema economico e sulle imprese sane, già pesantemente colpite dalla crisi”.

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