Cosa devo fare in caso di costi superiori a quanto preventivato?

Lo stato avanzamento lavori (comunemente abbreviato come SAL) è il documento che dà conto e riporta tutte le lavorazioni eseguite dall’impresa ad una certa data. Nel corso di un appalto, si susseguono più stati di avanzamento, numerati progressivamente. Il RUP, una volta ricevuto il SAL, così come elaborato dal direttore dei lavori, lo trasmette alla stazione appaltante, al fine dell’emissione del mandato di pagamento. Ogni singola rata del corrispettivo è, pertanto, conseguente all’ammontare delle lavorazioni eseguite.

L’emissione dei SAL riveste inoltre considerevole importanza nell’ottica della garanzia di equilibrio economico del contratto: è infatti, da una parte, garanzia per la stazione appaltante, che può così tenere sotto costante controllo l’andamento delle spese e, dall’altra, fondamentale garanzia per l’appaltatore che, a fronte dei maggiori oneri sostenuti in sede di esecuzione del contratto, può eventualmente elaborare le c.d. riserve.

La “riserva” è una pretesa economica dell’appaltatore, riferibile sia ai fatti registrati nei documenti contabili, sia a tutti i fatti che possono comportare la richiesta di ulteriori compensi o indennizzi. Nella fase di esecuzione dei lavori possono infatti emergere controversie tra appaltatore e amministrazione che traggono  origine dalle più svariate situazioni e che prendono voce a margine dell’elaborazione dei SAL, ogni qual volta emergano differenti necessità da parte dell’appaltatore. Tra queste, sono frequenti quelle di carattere economico che possono essere la conseguenza di:

  • necessità di maggiori corrispettivi rispetto a quelli determinati nella contabilità dei lavori;
  • cause di forza maggiore che hanno reso più onerosa la prestazione dell’appaltatore rispetto a quella contrattualmente prevista;
  • pretese di natura risarcitoria derivanti da comportamenti illeciti dell’amministrazione.

La formulazione delle riserve rappresenta un momento estremamente delicato per l’esecutore dei lavori, considerato che la corretta formulazione delle maggiori richieste economiche è indispensabile per tutelarne le ragioni. La domanda va infatti formulata in modo tale che il contenuto risulti preciso e determinato, sia in ordine alle ragioni su cui si fondano le richieste, sia in ordine alla quantificazione delle pretese. Inoltre, requisito da non sottovalutare nella formulazione è la tempestività della domanda, fondamentale per evitare di decadere dal proprio diritto: essa va infatti presentata contestualmente alla firma del registro di contabilità o, se espressamente indicato dal committente all’atto della firma, entro il termine perentorio di 15 giorni.

Un ultimo importante cenno va fatto in relazione all’istituto dell’accordo bonario: l’art. 205 comma 1, del vigente Codice dei contratti pubblici, prevede che se, a seguito dell’iscrizione di riserve nei documenti contabili, l’importo economico dell’opera varia tra il 5% ed il 15% dell’importo contrattuale, deve attivarsi  la procedura di accordo bonario. Quest’istituto costituisce un valido strumento idoneo a ridurre il contenzioso giudiziario e porre l’amministrazione nelle condizioni di valutare l’effettivo costo dell’opera in corso di realizzazione: si rinvia, per un ulteriore approfondimento, all’articolo ad esso espressamente dedicato.

La procedura di di apposizione delle riserve in determinati ristretti ambiti (e secondo una stringente tempistica), può costituire materia ostica per i più.

Data l’importanza economica e la delicatezza di tale fase dell’appalto, occorre affidarsi a professionisti qualificati, che sappiano rendere effettive le richieste dell’impresa. In quest’ottica, lo Studio dispone di risorse interne e di tecnici qualificati per la gestione dei SAL, delle riserve e degli eventuali contenziosi.

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