Le gestioni del territorio alla conquista dell’Italia

Il progetto dell’imprenditore Gianpietro Vallorani di Eurocedibe: fare rete tra gli operatori locali per concorrere sul mercato nazionale con i Grandi Gruppi


Come risulta evidente dalla lettura dei dati di mercato pubblicati dalla rivista “Vending Magazine” attraverso i suoi studi di settore sulle “Top
100” del Vending italiano, il comparto della Distribuzione Automatica in Italia ha visto crescere nel tempo la concentrazione del fatturato nelle “mani” di pochissimi operatori economici: i cosiddetti “Grandi Gruppi”.
Ad oggi, 12 gruppi nazionali detengono, infatti, circa il 50% dell’intero fatturato del settore, orientando il mercato in maniera rilevante e determinante.

Dietro i grandissimi gruppi esiste, però, una realtà molto variegata, formata da società di importanza rilevante e gestioni di medie dimensioni accanto a ditte individuali che gestiscono pochi distributori automatici.
La differenza fondamentale, che crea il divario fra i sopra accennati grandi gruppi e il resto degli operatori, è la dimensione “nazionale” dei primi. I soggetti che hanno avuto l’opportunità e la capacità, anche finanziaria, di
uscire dai confini della propria area geografica di appartenenza sono stati premiati, infatti, da contratti più ricchi e da un crescente aumento del fatturato; chi, invece, è rimasto all’interno del perimetro della propria città, o, al più, della propria regione, ha ricevuto minore soddisfazione economica e vanta attualmente un minore peso “politico” nella contrattazione con gli altri attori del settore.
Il risultato, come detto, è che oltre 2.200 soggetti che operano oggi nel comparto del Vending agiscono in maniera disomogenea e non organizzata, risultando così spesso estromessi dal mercato degli appalti nazionali e dai rapporti con un largo numero di aziende fra quelle di più consistenti dimensioni.

Questa situazione è dovuta, da un lato alle caratteristiche del settore del Vending – che denota una sua intrinseca frammentazione – e, dall’altro, al rapido sviluppo del comparto stesso, che non sempre ha consentito a tutti
gli attori la predisposizione per tempo di un piano organico di espansione territoriale.
Per effetto della progressiva saturazione del mercato – e oggi, ancor di più, in seguito alla nota pandemia di COVID/19 – la competizione fra i vari operatori ha dunque spostato il proprio campo dal reperimento di nuove
aree di installazione, con aumento quantitativo del numero di macchine, allo studio e alla pianificazione dell’accaparramento di fette di mercato già detenute da altri competitor tramite operazioni di Merger&Acquisition.

A fronte di un mercato saturo e data la limitatezza degli spazi disponibili, l’approccio è dunque cambiato radicalmente: nessun gestore, ad avviso di chi scrive, può permettersi di tralasciare nuovi ambiti di crescita e opportunità di lavoro sull’intero territorio nazionale.
Come confrontarsi, però, con una piazza più ampia a fronte delle ridotte dimensioni medie delle società di gestione (anche sotto l’aspetto della capacità economica), e, spesso, della carenza di rapporti consolidati con i propri potenziali contraenti?


Le strade possibili sono sostanzialmente tre:

  1. la crescita sul mercato, tramite investimenti e assunzione di maggior rischio imprenditoriale.
  2. La concentrazione fra imprese.
  3. Il consorziamento fra gestioni.
    Le prime due ipotesi rappresentano la tipica soluzione idonea a fornire risposta alle esigenze di quei soggetti che ambiscono a una modifica del dimensionamento aziendale attraverso il suo ampliamento e/o la creazione di un nuovo soggetto d’impresa. Gli stessi gruppi “nazionali” sopra menzionati sono il frutto dei primi due processi di crescita e di concentrazione.

IL CONSORZIO “STABILE”


In questa sede, considerata la detta atomizzazione del settore, si ritiene utile approfondire la possibilità della creazione di aggregazioni di imprese finalizzata a contrattare con i privati e la Pubblica Amministrazione senza alterare la struttura aziendale di ciascun singolo partecipante.
Una delle forme aggregative più diffuse e più confacenti a tale esigenza è la costituzione di un “consorzio stabile”.
Già oggi esistono nel Vending consorzi di imprese nati per ottimizzare la centralizzazione degli acquisti e sfruttare le conseguenti economie di scala. Ciò che, però, è mancato in questi anni è la presenza sul mercato di un
soggetto capace di svolgere la funzione di catalizzatore fra le imprese
e fungere da interlocutore con i potenziali soggetti contraenti.
Al riguardo, riveste carattere di particolare innovatività l’iniziativa di Gianpietro Vallorani, dinamico titolare da 15 anni dell’impresa di Distribuzione Automatica Eurocedibe S.r.l. – azienda con sede a Monteprandone(AP) e copertura geografica in tutte le province di Marche, Abruzzo e Bassa Romagna – che rappresenta ormai una presenza fissa nella “Top 100” delle gestioni (nel 2018 era al 78° posto con 3.774.000 Euro di fatturato).
Vallorani ha lanciato, infatti, lo scorso 31 luglio, il progetto “È ora!”, che consta anche di un libro il cui autore è lui stesso, nato con l’ambizione di creare un “polo” di aggregazione per le realtà imprenditoriali a dimensione
locale che abbiano l’ambizione di crescere e di confrontarsi con i grandi gruppi nazionali.
Il costituendo consorzio si differenzierà dalle associazioni esistenti in quanto il suo oggetto sarà specificamente diretto alla contrattazione verso
l’esterno e alla partecipazione a gare pubbliche.

La contrattazione centralizzata consentirà alle gestioni molto radicate a livello locale di avere accesso al mercato nazionale e contemporaneamente di ottimizzare i costi di gestione senza doversi sobbarcare oneri e spese supplementari.
Dal successo dell’iniziativa dipenderà il riequilibrio del settore, con indubbi benefici anche a livello concorrenziale per tutto il “sistema Vending”.
Sarà dunque il tempo a stabilire se prevarrà la standardizzazione del nostro mercato, proseguendo la concentrazione in capo ai grandi gruppi, o se lo spirito imprenditoriale così ricco nel nostro territorio come dimostra
Gianpietro Vallorani, saprà trovare effettivamente voce attraverso lo sviluppo di questa nuova realtà consortile.