Conseguenze della “sblocca cantieri”: pubblicati i primi bandi

Sono i sindacati a esprimersi con preoccupazione in merito ai primi bandi pubblicati al seguito del decreto “Sblocca cantieri”. In particolare la Fillea CGIL di Brescia parla di “effetti nefasti” del primo bando pubblicato a Vobarno, in provincia di Brescia. Qui, destinataria dell’appalto è una scuola, futuro Istituto Comprensivo, di cui si propone una nuova messa in sicurezza e una riqualificazione energetica.

Il problema più evidente della gara, spedita il 17 giugno e pubblicata il 20 giugno sulla Gazzetta europea, è, come evidenziato dai sindacati, che essa utilizza il criterio del massimo ribasso e non dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Infatti, poiché la gara ha “un importo di 5.545.000 euro, appena 3mila euro in meno della soglia comunitaria. Questo valore ha permesso alla stazione appaltante di scegliere il prezzo più basso (con il criterio del minor prezzo, infatti, non viene premiata l’offerta al massimo ribasso, ma quella il cui prezzo più si avvicina alla media dei ribassi) come criterio di aggiudicazione invece dell’offerta economicamente più vantaggiosa”.

Puntando al massimo ribasso, viene quindi quasi del tutto sconvolto il codice degli appalti e inoltre quello che preoccupa è che come conseguenza il ribasso possa portare con sé tagli a stipendi, qualità e sicurezza del lavoro e sul lavoro. Si teme dunque che  “escludere l’offerta economicamente più vantaggiosa come criterio per appaltare i lavori, provocherà un’ ulteriore compressione dei diritti e del salario erogato ai lavoratori. Inoltre si corre il rischio che la qualità delle opere realizzate non sia quella prevista dal capitolato di appalto”.

L’avviso scade il 23 luglio e avrà la durata di 730 giorni. Prima di quella data tuttavia, la Fillea, in accordo con le altre sigle di categoria, Cisl e Uil, ha chiesto di poter avviare un tavolo di contrattazione di anticipo con la stazione appaltante e col comune di Vobarno. Quello che si cerca di tutelare maggiormente sono in primis i lavoratori, a favore dei quali si vuole ribadire  l’applicazione del contratto collettivo nazionale edile e il rispetto delle norme sulla sicurezza; in secondo luogo si vuol far sì che l’appalto, date le condizioni, non venga assegnato a imprese colluse con la criminalità, che purtroppo, sono spesso le uniche a non farsi scrupoli sugli abbattimenti dei costi.

Quello che la Fillea e che tutti i cittadini si augurano è che il nuovo decreto, appena convertito in legge, punti al far rispettare le norme che garantiscono sicurezza e legalità, oltre che un corretto svolgimento del lavoro e una maggiore tutela del lavoratore, e non il contrario. L’auspicio è che su temi delicati e importanti come lavoro e sicurezza si possa investire, non risparmiare!